giovedì 22 maggio 2014

Apocalisse Z - Recensione

Apocalisse Z Manel Loureiro

Sinossi

“Ha trent'anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d'assalto una base militare russa. Un “normale” atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s'insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un’esplosione atomica? Un virus? Tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno lo stesso. Poi intere città vengono isolate e messe in quarantena. Poi entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c'è elettricità, manca l'acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent'anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. E forse è l'unico sopravvissuto all'Apocalisse Z…”

Titolo: Apocalisse Z
Serie: Apocalisse Z #1
Autore: Manel Loureiro
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 415
Editore: TEA
Collana: Teadue
Prezzo: 10 Euro
Tempo Di Lettura: 5 giorni
quattro stelle



________________________________

Sulla ormai arci-nota libreria della Connor che ospita sempre più libri nuovi, nella parte dove risiedono i volumi appartenenti alle serie la cui lettura ancora deve iniziare, è da un po' di mesi che stavano lì buoni buoni i tre volumi della trilogia “Apocalisse Z” dell’autore spagnolo Manel Loureiro.

La priorità di lettura di questo libro non stazionava sul podio dei primi tre posti, ma una sera di Marzo, facendo un’interessante e produttiva chiacchierata su libri e gusti letterari, mi è stato fortemente consigliato di leggerla non appena avessi avuto il tempo… “Smetti di leggere qualsiasi libro tu stia leggendo e inizia questo!”. Ecco.

Di esperienze letterarie sul tema zombie (perché è di ciò che parla questa trilogia ovviamente…) non ne ho avute molte. Anzi poche. Anzi solo una credo. Sì.
Avevo letto, divorato, amato “Warm Bodies” di Isaac Marion che ho scoperto solo qualche mese prima dell’uscita del film negli USA, per cui lo trovai solo per una botta di fortuna con la C maiuscola nella libreria Feltrinelli che preferisco qui nella City. Infatti ho trovato la versione con la copertina della prima pubblicazione, che non è proprio il massimo della bellezza, ma ci sta.

Ok, torno ad “Apocalisse Z”.
Un avvocato Spagnolo, trentenne, vive nella sua villetta in una città della Galizia insieme al suo gatto, un bel micione di nome Lucullo.
Inizia a scrivere un blog, una sorta di diario personale in cui appunta pensieri, impressioni, sentimenti. Inizialmente scrive della sua vita e delle sue impressioni su tutto ciò che ha intorno, poi in men che non si dica si ritrova come tutto il resto del mondo ad avere notizie frammentarie e misteriose su uno strano incidente o forse un atto di terrorismo, provenienti da un paese dell’est Europa.
Giorno dopo giorno le notizie che giungono sono sempre più allarmanti, una sorta di epidemia dilagante, incontrollabile, che sta provocando un numero di morti che aumenta ogni ora in maniera esponenziale. Le nazioni iniziano a chiudere le frontiere, nessuno può ora entrare od uscire dal proprio stato e anche l’esercito è stato chiamato a difendere i civili che ancora sono salvi ed evacuati in punti sicuri di raccolta ed assistenza.

A breve tutti i mezzi di comunicazione e le forniture di elettricità iniziano a scarseggiare, e mentre tutti cercano di fuggire da questa epidemia, senza sapere in realtà di cosa si tratta, il protagonista si barrica nella sua casa insieme al suo amato gatto.

Non c'è più nessuno in giro, chi cammina per le strade delle città ormai sono solamente zombie. La situazione è terrificante e nel momento in cui non è più possibile accedere ad internet continua a scrivere la sua testimonianza su un diario tradizionale.
Lui e il suo gatto sono rimasti soli, e nel giro di pochi giorni deve escogitare un piano per andar via e cercare riparo, salvezza ed eventualmente anche altri superstiti a questa che sempre di più prende i contorni di una vera e propria apocalisse.
Questo diario si trasforma in un vero e proprio manuale di sopravvivenza in cui in maniera molto minuziosa ci descrive l'inferno nel quale si è trasformata la sua vita, con descrizioni a volte molto crude e realistiche.

E' un romanzo che mantiene sempre una tensione molto forte e gli zombie che troviamo qui sono decisamente differenti da quelli che ho trovato su “Warm Bodies”.
Sono crudeli, spietati, non hanno un briciolo di umanità e coscienza, lenti nella loro andatura macilenta, ma letali se riescono ad avvicinare un essere umano ancora vivo.
Migliaia, milioni di loro in giro per il mondo, per tutte le città, per tutti i quartieri: difficile pensare un modo per salvarsi la pelle.

In questo mondo sconvolto e mutato, di certo non ci sarebbe davvero bisogno di altri “cattivi”, ma per mia somma sorpresa, beh, anche questi personaggi sono presenti. E ciò non fa altro che rendere più saporita ed interessante la storia.

Le mie considerazioni sono ovviamente positive, un metodo narrativo molto scorrevole e semplice, con un linguaggio diretto e spesso colloquiale. Giusto che sia così, anche perché bisogna tenere a mente che viene tutto raccontato tramite un blog inizialmente ed un diario scritto a mano poi in condizioni sempre più che critiche. Un lessico ed un ritmo narrativo che rispecchia perfettamente l’intento del romanzo.

Il nome del protagonista? Non saprei, non viene nominato, almeno in questo primo libro, la cosa non mi fa impazzire, omettere questo “particolare” non mi garba molto, ma posso perdonare la cosa perché anche se è un senza-nome, risulta una persona dinamica, ironica, intelligente, ingegnosa, furba e anche sarcastica. In pratica, in poche parole, le caratteristiche che permettono di sopravvivere in un mondo di famelici zombie e di approfittatori. Ho come un déjà-vu… non è un quadro troppo dissimile da quello di un mondo senza apocalisse zombie… già già.
E poi c'è Lucullo. Questo micione che mi fa stare per tutto il romanzo con il fiato sospeso (come se il resto delle vicende non la facesse abbastanza), è un vero co-protagonista della storia.

Lo scopo ultimo dello scrivere questo diario? La speranza, sì perché l’avvocato Spagnolo che scrive le sue cronache ha la speranza di vivere più a lungo possibile, ha la speranza di poter lasciare una testimonianza scritta per qualcuno che potrebbe salvarsi, ha la speranza che tutto finisca, come se fosse un incubo, e scrivere lo aiuta a non perdere il senno, ha la speranza di ritrovare la serenità.

Ah ecco, mi stavo dimenticando una delle cose che non ho capito… in tutto il romanzo non viene mai nominata la parola “Zombie”. Ma perché?
Li chiama “quei cosi”, “morti ambulanti”, “non vivi”, “morti che tornano in vita”.

E' una lettura che mi sento di consigliare per chi vuole un libro che riesce ad intrattenere senza mai diventare noioso o ripetitivo, ben ideato e strutturato. Certo, per molti ma non per tutti.

xoxo Connor

Foto by Connor

Disclaimer/Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale.

Nessun commento:

Posta un commento

Post più popolari