giovedì 21 novembre 2013

My Appetite For Destruction: Sesso, Droga e Guns N’ Roses - Recensione

Steven Adler My appetite for destruction

Sinossi

“Nei primi anni Ottanta Steven Adler – insieme a quattro talentuosi ma problematici e sregolati musicisti – formò i Guns N'Roses. Il gruppo emerse dalla strada con un connubio energico di glam rock e blues che conquistò il mondo, proiettando la band a un livello di fama e successo inimmaginabili. Ma ci fu un prezzo da pagare. Salato. Per Adler fu la salute e la sanità mentale, una spirale di follia che culminò con l’allontanamento dal gruppo voluto dai suoi compagni. Un tradimento che lo fece precipitare in un inferno di droghe e depressione per i successivi vent'anni. Dopo ventotto overdose, tre tentativi di suicidio, un paio d'arresti e un infarto, Steven Adler è pronto a raccontare la sua scomoda verità.” 

Titolo: My Appetite For Destruction: Sesso, Droga & Guns N’ Roses
Autore: Steven Adler
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 280
Editore: Chinaski Edizioni (24 Giugno 2012)
Collana: Voices
Prezzo: 18,00 Euro
Tempo Di Lettura: 2 giorni
quattro stelle



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Ebbene, dopo che questa autobiografia mi era sfuggita sotto il naso, ci hanno pensato (fortunatamente) bene due tra i miei migliori amici a regalarmela per il compleanno la scorsa Estate.


L'ho letta consapevole del fatto che l’autore e protagonista di questo libro è il grande Mr. Steven Adler membro fondatore e primo batterista dei Guns N' Roses.
Sono gli anni '80 e con lui la band ha raggiunto una fama mondiale che grazie al loro primo album intero “Appetite For Destruction” sono stati consacrati come pietra miliare del rock.
Con la band Adler ha inciso due album “Appetite for destruction” nel 1987 e “GN'R Lies” l’anno seguente e una sola canzone nel 1991 su “Use Your Illusion” II.


Ma veniamo al libro. Ovviamente sono di parte, e sinceramente devo ammettere che a priori questa autobiografia mi interessava, lui è stata una delle rockstar che hanno riempito con la loro musica la mia adolescenza, fino ad arrivare ad oggi, senza stancarmi, mai, neanche un po' di ascoltarla.
Comunque al di là del fatto che comunque a priori questo libro mi interessava, sono imparziale sicuramente quando dico che è un libro scritto con il cuore, senza nessun filtro di censure e senza nessun nascondiglio.
E' la persona Steven Adler che si mette a nudo davanti a se stesso, ai suoi fans e alle persone che lo conoscono raccontandoci come, quando e perché della sua vita prima, durante e dopo i Guns N' Roses. Non fa sconti a nessuno, tantomeno a se stesso, e cronologicamente ci mette nero su bianco tutta la sua vita, le sue debolezze e il suo talento. Il tutto senza vergogna… e credetemi ne racconta di cose!
La sua amicizia con Slash è nata quando erano più o meno dodicenni e sin da subito hanno avuto come sogno comune quello di creare una rock band insieme che li portasse al successo facendogli girare il mondo grazie ai loro tour.
Detta così sembra molto il sogno irrealizzabile di qualsiasi ragazzino che ama suonare e non appena ne ha la possibilità corre a vedere i concerti dei suoi idoli!
Ma ci hanno creduto talmente tanto, ci ha creduto talmente tanto nel suo sogno, che ha fatto di tutto per poterlo vedere realizzato, grazie al suo talento e a quello dei suoi compagni di band.
L'incontro poi con Axl Rose e Izzy Stradlin ed infine Duff McKagan danno il via definitivo per la nascita di questo sogno.


C'è anche la storia della nascita del nome della band, non la conoscevo, davvero. Ma non voglio togliere la sorpresa a chi è curioso di leggere tutto il libro senza avere anticipazioni.
Quello delle star è un mondo (strano a dirlo ma è così) difficile. Psicologicamente difficile, e la pressione mediatica, lo stare lontano da casa anche due anni per fare dei tour immensi, è sfiancante e alle volte alienante. Se si è una persona con delle particolari caratteristiche poi è anche facile cadere in depressione e nonostante milioni di fans li adorino e li amino, può accadere che loro non si amino invece neanche un milionesimo di quello che dovrebbero. Quindi le droghe, i farmaci, l’alcool, fanno il resto.
Non nasconde la dipendenza dalle droghe (eroina, marijuana, crack, hashish, ansiolitici e via dicendo…) di gran parte della fetta del mondo del Rock, condito con tanto sesso ed alcool. Una volta che ci si è dati il lasciapassare per questo stile di vita, se non si è attenti e rispettosi di se stessi, la discesa in tutta velocità verso l’autodistruzione è inevitabile.
A lui il colpo di grazia venne dato dall’esclusione graduale ma inclemente dai Guns N' Roses con una condotta da parte degli altri membri del gruppo, decisamente pessima. Ma questi sono i punti di osservazione di Steven Adler e il suo punto di vista. Per potersi fare un’idea più veritiera dei fatti, di certo bisognerebbe leggere/sentire quello che hanno da dire a tal proposito gli altri della band.


E' bello ed interessante poter scoprire la carriera di uno di miei musicisti preferiti di quando ero ragazzina, che si racconta a volte con quel suo gran sorriso, a volte con tutta la drammaticità che richiede il ricordo, anche se a volte, o la maggior parte delle volte lui neanche se ne rendeva conto.
In breve nella sua vita le droghe pesanti hanno preso il sopravvento e la sua autostima diminuiva in proporzione inversa a come cresceva il bisogno di farsi e stare fuori fumando, bucandosi, sniffando tutto ciò che lo allontanava sempre di più dalla lucidità mentale e dalla realtà.
Il percorso per poter uscire dalla droga o da qualsiasi altra dipendenza grave è difficoltoso, ma non impossibile se si è veramente motivati e convinti a volerlo fare, e se vicino si hanno persone che proteggono dal ricadere nel buco nero del farsi ad ogni costo.


Dopo i Guns comunque Adler continua a lavorare nel mondo della musica come compositore, musicista e produttore dei propri lavori, ed è ancora attivo con la band Adler's Appetite con la quale continua ad esibirsi incessantemente. E’ sempre stato a stretto contatto con grandi musicisti e band per cui la voglia di suonare e la possibilità di reclutare degli ottimi musicisti di certo sono sempre state per loro a portata di mano.
Ecco qua. Insomma un bel po' di materiale raccolto in questo libro che ci riporta indietro con gli anni, per farci ripercorrere senza sosta tutte le tappe di questo storico batterista, che oltretutto ha avuto anche la sua buona dose di sfortuna tutto sommato.


Consiglio questo libro a chi ama ovviamente i Guns e a chi crede che le loro canzoni degli anni più belli rimarranno una colonna sonora immutevole, non importa se aumenta sempre di più il divario di tempo che ci separa dai giorni della loro prima pubblicazione.

xoxo Connor


Le frasi che vorrei conservare del libro

“Prima che tu te ne renda conto, l’alcol e la droga si fanno strada dentro di te e rimpiazzano ogni euforia naturale, diventa impossibile godersi qualsiasi tipo di piacere perché sei a pezzi, morto dentro.
E non hai idea del perché tu non riesca più a trarre alcuna soddisfazione dalle cose semplici.”


“Era alto più di uno e novanta, aveva i capelli lunghi, biondi e cotonati con una ciocca nera da un lato. Si faceva chiamare Duff Rose ed era uno sconvolto. Ci trovammo subito alla grande con lui: ci piacevano gli stessi gruppi e, altrettanto fondamentale, ci facevano schifo gli stessi gruppi.”


“Il problema di quando tu dai un dito è quello che succede dopo. Non sono soddisfatti e ti chiedono di più. Magari è per questo che sarebbe comportarsi da stronzi con gli altri, così imparano a non fare più tanto i cazzoni con te.”

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Cartaceo

Foto by Connor

Disclaimer/Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato per Connor a scopo di uso personale

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