giovedì 1 dicembre 2016

Dopo Il Funerale. Novembre 1975 - Recensione

Dopo il funerale gaetano barreca

Sinossi

"Mi sembra di sentire il vocio delle comari affacciate alle ringhiere, gli spaccati di vita quotidiana, il chiacchiericcio, i pettegolezzi, i rumori nel cortile, la vita della gente comune nell'Italia del post '70 quando si scalpitava per i Beatles, la contestazione giovanile prendeva campo, gli animi si infuocavano per i comizi di Berlinguer e le mamme cucinavano felici per i figli freschi di laurea. Luigi incarna il sogno dell'italiano medio, il concretizzarsi del boom economico e la voglia di rinascita per combattere ed affermare i propri ideali politici, in barba alle leggi e ai clan camorristici che si sostituivano allo Stato." Anna Profumi

Titolo: Dopo il Funerale. Novembre 1975
Autore: Gaetano Barreca
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 294
Editore: Gaetano Barreca (4 Giugno 2016)
Prezzo: 14,98 Euro
Tempo Di Lettura: 5 giorni

quattro stelle



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Questo di Gaetano Barreca è il libro che vi avevo mostrato la scorsa settimana in questo post, lo avevo appena ricevuto dopo averlo vinto con un giveaway su Goodreads.

E' il 1975 e il protagonista Luigi Calvagi torna nella sua città, Bari, dopo aver vissuto diversi anni a Roma dove ha studiato e si è laureato. Ora torna, dopo la Laurea, per nostalgia del focolare domestico, per rivivere la quotidianità della vita Barese che nella grande città di Roma non poteva rivivere, torna per passare del tempo con la sua famiglia e il suo migliore amico Nicola, torna per rimanere o solo per un breve soggiorno, non lo sa neanche Luigi il vero motivo per il quale ritorna.

La mamma, il pranzo della domenica con i parenti, il circondario, i posti meravigliosi della città di Bari: Luigi si chiede come ha potuto vivere tutti questi anni senza tutte queste sicurezze, senza tutte queste semplici ritualità che danno conforto. C'è un conflitto nella persona di Luigi, un conflitto profondo, perché se da un lato vorrebbe vivere per sempre in questa confort zone, dall'altro lato sa che in realtà sotto a tutto questo passa un fiume di marcio che si chiama Camorra.

Non può far finta di niente, non può godersi le semplici cose e far finta di niente quando vede che anche il suo migliore amico Nicola è diventato un affiliato della malavita. Non è questo che lui vuole, non è questo per cui Luigi tanto si batte, non è questo che vuole per l'Italia.

Ma ha speranza, è idealista, un rivoluzionario nelle idee, spera che le persone, tutte possano capire e cambiare il mondo, una volta per tutte. Fortemente scosso dalla morte di Pasolini, dopo il funerale dello stesso, Luigi lascia Roma per tornare a Bari, si sente solo, gli intellettuali, i giornalisti, non devono venire uccisi, sono loro che con le idee e i pensieri rivelano tutti i giorni la verità e sviluppano ideologie per una migliore realtà, possibile.

Appena tornato nel quartiere della Madonnella,  Luigi veniva soprannominato "Lo Straniero", dopo tanti anni passati a Roma, era come se un po' non facesse più parte di quella semplice vita di quartiere, che nel frattempo era rimasta sempre la stessa. Dopo poco i concittadini iniziano a chiamarlo "Il Giornalista", lui si è laureato e scrive, scrive articoli di giornale per la Gazzetta del Mezzogiorno.

Luigi e Nicola che da piccoli erano amici per la pelle, ora che si rivedono sembra che nulla sia cambiato, si capiscono con uno sguardo, la complicità tra di loro non sembra mai passata, la loro amicizia appare inalterata, ma inevitabilmente entrambi sono cresciuti, e le loro vite hanno preso strade diverse, può bastare il non voler crescere a riempire la distanza tra le loro vite e tra le loro vedute? 
Sono ormai due mondi diversi e due modi di definire la vita: da una parte c'è speranza e voglia di lottare, dall'altra c'è rassegnazione.

Un libro pieno di personaggi e di storie, persone semplici e vita quotidiana, camorra e corruzione, Pasolini, Mattei, la storia d'Italia. Un libro con storie dolci e amare, storie dolorose e storie divertenti, storie di omertà e di ricatti, storie d'amore e d'amicizia.

Una lettura bella, profonda e appassionante, che parla del nostro Bel Paese e di uno spaccato della metà degli anni '70 che in molti ricordiamo con nostalgia. Si parla delle stragi di persone innocenti, degli assassinii e delle morti sospette di intellettuali e di giornalisti che ci furono in quegli anni. Si parla della voglia di cambiare e della speranza di poterlo fare, con i gesti e con le idee. 

Una lettura che scorre, veloce, ti trasporta lì dove è la narrazione, che fa provare sconcerto, divertimento, rabbia, dolore, delusione, ma poi speranza, speranza, speranza.

Con molti riferimenti storici e culturali locali e nazionali, molto dettagliati e approfonditamente descritti, con diversi interventi dialettali, soprattutto da parte delle donne locali, condito con tradizioni culinarie ed usanze popolari, Gaetano Barreca ci dispiega innanzi agli occhi un piccolo bignami di storia e cultura popolare.

Per chi vuole leggere di Bari, per chi vuole leggere degli anni '70, per chi vuole emozionarsi, per chi vuole una "storia" sempre e comunque attuale.


xoxo Connor

Le frasi del libro che vorrei conservare

"I giovani hanno bisogno di buoni esempi, non di eroi."

"La parola 'giustizia' era solo una democratica invenzione per far sentire al sicuro gli ingenui cittadini."

"Un amico è una figura dolce e saggia che ha rispetto per i tuoi genitori, se ti vede ubriaco ti toglie la bottiglia dalle mani e ti dice che ne hai avuto abbastanza, ti fa uscire di prigione, se capita, e ti dice che quello che hai fatto è sbagliato. Un vero amico, al contrario, chiama i tuoi genitori per nome, ti guarda traballante e ti dice che devi bere fino al fondo, che la birra non va sprecata e in prigione, se capita, siede nella tua stessa cella e ti dice che anche se avete fatto una gran cazzata è stato divertente".

"Quanto sia cara la lotta per un ideale e quanto sottile sia la linea di confine tra umanità e animalità per l'appagamento del desiderio di riuscita."

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Foto by Connor

Disclaimer/Disclosure: Questo libro è stato ricevuto da Connor tramite un giweaway su Goodreads a scopo di uso personale.

2 commenti:

  1. Ciao Connor! Non conoscevo questo libro ma mi hai molto incuriosito! Gli anni '70 sono tra le mie epoche storiche preferite, e conosco molto poco la realtà di Bari e della malavita di quelle zone. Mi segno il titolo, grazie!!

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    Risposte
    1. E' un libro che inizialmente sembra molto frivolo, ma poi ti porta ad esplorare le vite dei personaggi in direzioni molto più profonde, interessanti ed emozionali. Gli anni '70 sono fotografati nitidamente e raccontati molto bene. Io spero che magari l'autore possa fare un libro che ci parli anche degli '80, chissà! E' molto bravo a cogliere i tratti distintivi e storici degli anni di cui scrive.

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