giovedì 30 gennaio 2014

Hunger Games - Recensione

Hunger Games Suzanne Collins


Sinossi

“Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c’è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l’amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.”

Titolo: Hunger Games
Serie: Hunger Games #1
Autore: Suzanne Collins
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 370
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Grandi Bestsellers
Prezzo: 13 Euro
Tempo Di Lettura: 5 giorni
quattro stelle e mezzo



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Questo è solamente il primo libro che ho letto di questa serie e già ho scoperto che provoca dipendenza. Inizialmente quando venne pubblicato in Italia avevo la convinzione che fosse una solita cosa per teenagers, che fa moda e tendenza. Nulla più. Ma presa dalla curiosità, che non mi manca mai, e soprattutto dal fatto di poter dire la mia su una serie di libri che sta avendo, ormai da anni, così tanto successo tra i lettori di tutte le età, ho deciso di acquistare tutti e tre i libri che compongono l’intera serie.

Sono scritti dall'autrice americana Suzanne Collins e ambientati in un mondo distopico in cui i 12 distretti che appartengono alla nazione di Panem, sono guidati dalla principale e grandiosa città di Capitol.

Per mantenere questi distretti sottomessi, Capitol City ogni anno celebra gli ormai famosi Huger Games. In questi giochi, ognuno di questi distretti fornisce come tributo un ragazzo e una ragazza, compresi tra i 12 e i 18 anni. I ragazzi-tributo provenienti dai distretti più agiati e ricchi, si allenano sin da piccoli per riuscire a partecipare come volontari a questi giochi, per ottenere la gloria e gli allori dovuti ai vincitori. Gli Hunger Games sono letteralmente un gioco al massacro, e tra i 24 partecipanti solamente uno potrà uscirne vivo.

Ora, dopo aver letto questo primo libro della serie, posso dire che è un libo che tutto è tranne che una romantica storia struggente contornata da rose, dolcezze e ogni tanto asperità della vita. Quando è nell’arena, ogni tributo è solo, e tutti sono contro tutti. Si possono creare delle alleanze alle volte, ma alla fine ogni gruppo dovrà disgregarsi, perché poi ognuno dovrà lottare solo e soltanto per la propria sopravvivenza.

In qualche tratto mi ha ricordato il bellissimo libro “Il Signore delle mosche” del premio Nobel WIlliam Golding, soprattutto nei momenti in cui ci si trova a parlare di alleanze tra i tributi e di violenza gratuita tra ragazzi che hanno una media di 15 anni.

La protagonista Katniss Everdeen è una ragazza di 17 anni, appartiene a uno dei distretti più poveri di Panem in cui la maggior parte degli uomini lavora nella miniera di carbone, e in cui gli abitanti sono così poveri che morire di fame lì è all’ordine del giorno. Katniss ha una sorella di 12 anni che si chiama Prim, la sua mamma (che è rimasta sotto shock da quando loro padre morì in un incidente nella miniera), e il suo migliore amico Gale, con il quale spesso supera di nascosto i confini del distretto per poter andare a cacciare, così può procacciare il cibo per la sussistenza dei suoi cari.

Di certo in questo mondo ipotetico e negli Hunger Games non mancano azione e brutalità, e in questo libro c’è tutto quello che serve per renderlo un libro adatto a lettori di tutte le fasce d’età. Questo è perché i messaggi che se ne possono trarre sono davvero tanti, forse anche infiniti, come di solito è in un libro in cui ci sono delle comunicazioni morali molto forti.

Quando si viene scelti come tributi non si può più cercare di sfuggire alla sorte di diventare una persona violenta e come dice un motto latino, in queste situazioni “Mors tua vita mea” che in questo caso è applicabile nella vera drammaticità letterale delle parole. Vince chi sopravvive. Vince chi è più furbo ed intelligente.

Il tributo proveniente dallo stesso distretto di Katniss è Peeta “Il ragazzo del pane”, come lo chiama lei. La sua famiglia gestisce il forno locale e si scopre essere un ragazzo con sentimenti veri e profondi.
Peeta e Katniss non sono i soliti ragazzi che si innamorano e sfidano il destino e la morte. Tutto ciò che si fa dopo essere stati scelti per partecipare ai “giochi”, è in funzione della popolarità da acquisire tra tutti gli spettatori, e soprattutto tra gli sponsor, che sono quelli che sceglieranno di mandare aiuti ai partecipanti.
Così in alcune situazioni la finzione è alla base del ruolo che si interpreta, e spesso alcune scelte o alcuni atteggiamenti saranno solo allo scopo di fare audience e raccogliere le grazie di tutti quelli che sono fuori dall’Arena.


Il messaggio più bello e convincente che ho trovato in questo libro, in più punti, è il messaggio di speranza. La Speranza non deve mai essere abbandonata, sempre, anche nelle situazioni e nei momenti che maggiormente ci turbano, ci demoralizzano o ci fanno male, non dobbiamo mai cedere perché se cerchiamo bene e se lottiamo, la speranza ci aiuterà a ritrovare la serenità.

Sono davvero contenta di aver scelto finalmente di leggere questa serie, e veramente al termine della lettura ho sentito un gran bisogno di leggere il secondo libro. Ma mi sono trattenuta dal farlo perché ho capito una cosa molto importante:

“La serie Hunger Games provoca una forte dipendenza”.


Il trailer in Italiano del film tratto da questo libro





Non appena finito il libro ho visto il film e devo dire che paragonando i due, nel film ovviamente vengono omesse o cambiate diverse e svariate cose.

Primo tra tutti la storia della spilla con la Ghiandaia Imitatrice, il colore del gatto Ranuncolo (chiamato così per il suo pelo giallo-aranciato) che è invece qui bianco e nero o ciò che le racconta il padre di Peeta quando la va a trovare dopo la Mietitura.

Tutto ciò ovviamente non influisce nella riuscita del film, che a parer mio è davvero molto bello e ben fatto.

La frase del libro che vorrei conservare

“La speranza è la sola cosa più forte della paura.”

xoxo Connor

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