martedì 21 novembre 2017

Se Questo è Un Uomo - Recensione

primo levi

Trama

"Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo è un uomo è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. E' un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio. Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo."

Titolo: Se Questo E' Un Uomo
Serie: Trilogia di Auschwitz #1
Autore: Primo Levi
Formato: E-book
Pagine: 214
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Prezzo: 6,99 Euro
Tempo Di Lettura: 2 Giorni
cinque stelle
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Quando ero alle medie, invidiavo sempre mio fratello, un anno più grande di me, perché a lui, a scuola, davano sempre da leggere dei libri, e questo di Primo Levi "Se Questo E' Un Uomo", è uno di quei libri di cui ho sempre invidiato la lettura fatta dalla sua classe. Finalmente ho l'opportunità di leggerlo anche io.

Di recensioni su questo libro se ne sono fatte migliaia, e di parole se ne sono dette infinite, ma sono sicura che ogni parola che si aggiunge a quel fiume, non sia altro che una voce che si aggiunge al potente coro di condanna alla guerra e di condanna alle leggi razziali. 

La narrazione di Primo Levi inizia nel 1944, quando il chimico ebreo Torinese di ventiquattro anni, viene preso dai soldati Tedeschi per essere deportato ad Auschwitz in Polonia.
Da subito viene privato di ogni cosa, anche del suo nome, e da quel momento in poi diventa solamente il numero che gli viene tatuato sul braccio sinistro.

Le condizioni ad Auschwithz, come in ogni altro campo di concentramento o di sterminio, rendevano i prigionieri, immediatamente consci della necessità della sopravvivenza ad ogni costo, la sopravvivenza che porta fino al giorno successivo, perché più lontano della fine della giornata stessa, non riescono più a vedere. Per cui vivono, sopravvivono, giorno per giorno, momento per momento. Ogni grammo di pane o di acquosa zuppa in più durante i pasti, è qualcosa che si anela per poter dare quel pizzico di energia in più per arrivare a fine giornata.

Le baracche in cui alloggiano sono fredde, sovraffollate, dormono in due per ogni cuccetta, una camicia, un pantalone, un berretto, un paio di zoccoli, una gamella in cui mangiare: questi sono tutto ciò che possiedono. Primo Levi, lotta per rimanere sempre lucido e presente, un grande osservatore, poeta e profondo, non perde mai la sua identità di uomo, di essere umano.

Condanna aspramente e con tutte le forze le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere, vengono derubati delle loro identità e spogliati del loro onore, come degli automi che fino a che hanno forza, con occhi spenti, senza anima e senza sentimenti, vanno avanti trascinando i loro passi. E si domanda "se questo è un uomo".
E allora viene da domandarselo, è ancora un uomo colui a cui è stata rubata la propria identità, colui a cui è stata svuotata l'anima, tolto un nome, cancellato il proprio passato, eliminata ogni volontà ed ogni dignità? Un uomo non può essere trattato così da altri uomini.

Primo Levi riesce a trasportarci con i suoi ricordi, in questi incubi, ci racconta del freddo intenso, del fango, della fatica impossibile, degli escamotage che ci si inventava per rimediare un bottone, una pezza di stoffa da mettere intorno ai piedi, un pezzo di pane, uno spago, un fil di ferro, un cucchiaio. Ci presenta alcuni personaggi che ha conosciuto durante questa lunga permanenza, Elias dalla Grecia, Henri dalla Francia, Charles, Lorenzo, e poi il suo amico Alberto, leale e sincero.

La crudeltà di quegli anni di guerra è descritta in molti libri, in tanti libri, in tanti memoriali, ma Primo Levi ha deciso di farci dono delle sue esperienze dei tempi di guerra con questi libri che appartengono alla Trilogia di Auschwitz e di cui questo libro è il primo volume. Il suo modo di raccontarci tutto quello che ha vissuto nel Lager è così spontaneo, diretto, come se i suoi pensieri che direttamente si fossero trasferiti su carta per giungere a noi.

Per chi fosse interessato, lascio qui un documentario bellissimo, che ho appena visto, mandato in onda da Rai Premium, risalente al 1983, un intervista con Primo Levi, in viaggio, mentre ritorna con un giornalista ad Auschwitz.


xoxo Connor



Le frasi del libro che vorrei conservare

"Non c'è dove specchiarsi, ma il nostro aspetto ci sta dinanzi, riflesso in cento visi lividi, in cento pupazzi miserabili e sordidi."

"Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremmo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga. Noi sappiamo che in questo difficilmente saremo compresi, ed è bene che così sia. Ma consideri ognuno, quanto valore, quanto significato è racchiuso anche nelle più piccole nostre abitudini quotidiane, nei cento oggetti nostri che il più umile mendicante possiede: un fazzoletto, una vecchia lettera, la fotografia di una persona ara. Queste cose sono parte di noi, quasi come membra del nostro corpo; ne è pensabile di venirne privati, nel nostro mondo, ché subito ne ritroveremo altri a sostituire i vecchi, altri oggetti che sono nostri in quanto custodi e suscitatori di memorie nostre. Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha peso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana; nel caso più fortunato, in base ad un puro giudizio di utilità. Si  comprenderà allora il duplice significato del termine "Campo di annientamento", e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo."

"Oh poter piangere! Oh poter affrontare il vento come un tempo facevamo, da pari a pari, e non come qui, come vermi vuoti di anima!"

"Il nostro nome è il numero che portiamo tatuato sul braccio e cucito sul petto."

"L'opera di bestializzazione, intrapresa dai tedeschi trionfanti, era stata portata a compimento dai tedeschi disfatti."


E-book                         Libro
       


Foto da qui

Disclaimer/Disclosure: Questo articolo è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale.

6 commenti:

  1. Ho letto questo libro e ne sono rimasta profondamente colpita!
    Primo Levi è riuscito a trasmetterci ogni suo sentimento e ogni sua emozione!
    Un abbraccio e buona giornata!

    Nuovo post sul mio blog!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.com

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    1. Ciao Benedetta :)
      Anche a me ha fatto lo stesso effetto, con questo libro fa realmente rivivere al lettore le atrocità e le brutalità che ha visto e vissuto.
      xoxo

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  2. Ciao! Purtroppo devo confessare che non sono riuscita a finire questo romanzo... non è per stomaci deboli! Mi piacerebbe riprenderlo in mano, ma ammetto che il solo pensiero mi fa tristezza. Povero Primo Levi, non è più riuscito a dimenticare quello che aveva vissuto...

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    1. Ciao Silvia!
      Hai ragione, non è semplice leggere questo libro, così come tanti altri che testimoniano l'esperienza vissuta nei Lager o al fronte, dai soldati. Sono narrazioni molto forti, anche se molto importanti.
      xoxo

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  3. Un libro che voglio rileggere. Ciao

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    1. Ciao Robby, per me è stata la prima lettura, ma voglio leggermi gli altri libri di Primo Levi appena me ne capiterà l'occasione!
      xoxo

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