martedì 9 gennaio 2018

Il Nero E L'Argento - Recensione

il nero e l'argento

Trama

"Questa è la storia di un amore giovane. Di una coppia felice e inesperta, spaventata di scoprire, giorno dopo giorno, le molteplici forme dell'abbandono. Ad accudire in silenzio tutte le incertezze, oltre a prendersi cura del loro bambino, ci ha sempre pensato la signora A. Per questo, quando arriva un male a portarsela via , si spalanca in casa un vuoto che durerà fino a quando i due ragazzi non scopriranno l'eredità più importante che la signora A. ha lasciato loro: il coraggio."

Titolo: Il Nero E L'Argento
Autore: Paolo Giordano
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 118
Editore: Einaudi 
Collana: Super ET
Prezzo: 10 Euro
Tempo Di Lettura: 1 Giorno
tre stelle e mezza



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Questo romanzo breve è in realtà più come un diario, il diario di lui, di cui non si scopre il nome, lui è la voce narrante, che ci racconta di una parte della sua vita.
E' un giovane ricercatore universitario che passa moltissimo del suo tempo nelle aule dell'ateneo, sottraendolo ad un eventuale vita famigliare con sua moglie Nora e suo figlio Emanuele. Ci racconta di quando ancora doveva nascere Emanuele e di come si è fidanzato con la moglie, di come hanno vissuto spensierati la loro vita da fidanzati e da giovani sposi, poi a causa della gravidanza a rischio, tutto è cambiato.

Lui ha dovuto rinunciare ad un trasferimento per lavoro, Nora è rimasta confinata a letto per mesi, e da allora, per anni, la loro governante è diventata la signora A. da loro chiamata Babette, che è diventata il collante della loro vita di giovani inesperti e ancora inadatti per creare una propria famiglia.
Babette li ha aiutati nella loro inesperienza, loro che credevano di avere la vita in pugno, loro che credevano di sapere come gestire ogni situazione, in realtà senza di lei, non erano in grado neanche di gestire il loro apporto di coppia. Una coppia che non è più in grado neanche di passare il tempo in compagnia l'uno dell'altra, una coppia che non sa più cosa raccontarsi e non sa di cosa parlare se non delle altre persone.

Senza Babette si sentono abbandonati, persi, divorati nell'anima, come lei è stata divorata nel corpo dalla malattia. Ma se lei, una donna sola e malata è riuscita ad avere la forza ed il coraggio per affrontare questo mostro che la stava divorando, perché non possono farlo anche loro?
Perché non possono avere lo stesso coraggio di guardarsi in faccia e decidere finalmente di vivere la vita nella sua totalità, proprio nel momento in cui deve essere vissuta al massimo. 
I cambiamenti non arrivano per nessuno che vive ed accetta passivamente ciò che gli viene servito, ma solo per coloro che saranno audaci, coraggiosi ed avranno gli occhi ed il cuore aperto.

Avere il coraggio di prendere in mano le redini della propria vita e tentare di guidarla nelle direzioni che vogliamo, per fare quello che desideriamo e per provare a vivere felici. Questo è l'insegnamento che traggono dalla storia della Signora A. Una persona forte, inarrestabile, ma che è riuscita a vietarsi anche i più piccoli piaceri, per tutta una vita, per poi capire di aver sbagliato a negarsi tutto.

xoxo Connor

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Foto by Connor

Disclaimer/Disclosure: Questo articolo è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale.

2 commenti:

  1. Sembra davvero bello, anche per me che all'epoca non ero rimasta impressionata da "La solitudine dei numeri primi" perché forse ero troppo giovane per apprezzarlo.

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    1. Il suo primo libro "La solitudine dei numeri primi" ha avuto tantissimo successo, ma tra i lettori ha avuto anche molte persone a cui non è piaciuto. Io l'ho amato, credo che uno scrittore come lui sia decisamente particolare, e i suoi libri sono per me come dei gioielli. Ora me ne rimane ancora uno da leggere... spero mi piaccia anche quello ;)

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